| Dicono di Noi |
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| Scritto da BresciaOggi | |
| Venerdì 13 Giugno 2008 09:00 | |
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AFRICA. Presto Dennis abbandonerà per sempre la divisa e Brescia per vivere e lavorare nel Continente nero. Da agente a benefattore nel Kenya martoriato <<Paura? No, è lì che ho deciso di realizzare il mio sogno. Ostacoli ai miei progetti? Chi è onesto non deve temere nulla>> Michela Moretti Guarda da Brescia ciò che sta accadendo nella terra dove ha scelto di vivere e lavorare, il Kenya. Dennis, poliziotto in servizio alla Questura cittadina, non si lascia spaventare dalle notizie che arrivano dall'Africa, nè dalle tante partenze annullate, ed è in attesa di un volo per tornare a Malindi, zona risparmiata dagli scontri in seguito alle elezioni. "LE TENSIONI CI SONO anche nelle zone dove c'è turismo", ammette il poliziotto. "E c'è, è vero, anche qualche disagio, mancano la benzina e altri prodotti, anche se i generi di prima necessità ci sono. E' un peccato - aggiunge - che il Paese oggi stia dando questa immagine di sè. Se ci sono stati dei brogli elettorali. è giusto che venga detto. La popolazione, mi hanno riferito colleghi che lavorano a stretto contatto con i kenioti, è molto arrabbiata. Chi aveva in programma di partire da Brescia in questi giorni, è comprensibile che non voglia rischiare. Ma io devo tornare, perché voglio realizzare il mio sogno, aiutando le popolazioni locali”. Il motto e la regola, “difendi il più debole”, lo ha accompagnato per 16 anni insieme al gesto di vestire, ogni mattina, la divisa da agente di Polizia, e lo accompagna ancora. Un giorno, racconta, dopo averla tolta per un viaggio in Africa ha deciso che non l’avrebbe più indossata. Così Dennis, 35 anni, ha lasciato tutto, lavoro, casa e amici ( ma la moglie l’ha seguito con convinzione, insieme alla figlia di 6 mesi), e si è trasferito ad una manciata di chilometri da Malindi, dove, insieme ad altre persone altrettanto motivate sta realizzando una serie di iniziative che suscita l’interesse e il coinvolgimento delle popolazioni locali e delle istituzioni. Una vita diversa, con uno spirito rinnovato. “Tutto nasce da un viaggio dello scorso anno fra la povertà e gli sguardi di questa gente”, spiega il poliziotto, ora socio di una cooperativa Onlus. “I BAMBINI CHE TI VENGONO incontro, la semplicità, lo scorrere del tempo e i problemi differenti, Un altro mondo, che ti rapisce il cuore e ti fa sentire vivo”, ammette. Le tensioni del lavoro ancora sulle spalle, Dennis si siede al tavolo di un bar vicino alla spiaggia e lì incontra Maurizio, imprenditore padovano in piene crisi esistenziale, che vuole fare qualcosa di buono nella vita, magari partendo proprio da lì. “Venti giorni dopo, a Brescia, ha chiesto l’aspettativa, ho chiuso il conto corrente, cominciando ad investire altrove. Dopo qualche mese mi sono trasferito con mia moglie e la mia bambina in una casa in Kenya. Mi è parso un sogno, una rinascita”, continua. Dennis sente crescere il progetto nella testa e nelle mani. In poche settimane diventa possibile acquistare, con i finanziamenti di Maurizio e qualche risparmio, terreni incolti, ripulirli e bonificarli, cominciare a sperimentare coltivazioni, realizzando pozzi, bacini per la raccolta di acqua piovana, cisterne, persino un asilo. ORA IN FASE di realizzazione c’è un orfanotrofio. “Abbiamo chiamato il nostro progetto Tamarind Farmers, perché quando abbiamo acquistato il primo terreno proprio al confine c’erano come colonne, uno accanto all’altro, due alberi di Tamarindo, il simbolo di questa terra”. Ad ispirare l’azione, che ben presto si trasforma in un progetto anche il Comitato Gaia Italy Onlus, è un unico obiettivo: “Promuovere l’auto-sviluppo attraverso azioni educative, nel rispetto della dignità e dell’esperienza della popolazione locale”. Che cosa significa? “Spesso nei paesi dove c’è povertà le risorse ci sono ma le persone non sanno come utilizzarle, non ne hanno gli strumenti – sostiene -. Non basta mandare vestiti e medicinali dall’estero. Noi insegniamo loro a costruire edifici, fornendo il materiale necessario, diamo loro terreni da coltivare e animali da allevare, insieme alle nozioni di base. Le spese vengono ripianate con la vendita dei prodotti delle piantagioni e della carne nelle città, dove grazie al turismo c’è una grande richiesta. Ciò che rimane viene portato nei villaggi più poveri”. Il sistema progettato in realtà è molto più complesso, e sembra funzionare, anche perché il terreno fertile favorisce molte coltivazioni. “Chi lavora nei campi ha un piccolo stipendio, un’abitazione che lui e gli altri lavoratori hanno costruito, ottiene parte dei prodotti per il sostentamento della propria famiglia.” Adriano Ghirardello, presidente del Comitato Gaia Onlus, è l’altro protagonista dell’esperimento. “Ci siamo incontrati grazie ad amici comuni e abbiamo subito inteso che lo scopo di tanto lavoro era comune: nessun lucro, solo la volontà di aiutare questa gente”, precisa Dennis. La Onlus opera in Kenya dal 2004. e organizza molte iniziative, tra cui partite di calcio, per sostenere la costruzione di un orfanotrofio, il Punwani Children’s Home, che ospiterà 50 bambini. “SIAMO ANCORA alle mura di cinta – ammette Dennis – ma gli uomini hanno già imparato a realizzare con le proprie mani i mattoni di terracotta e a costruire.”. Le coltivazioni stanno andando bene: “Abbiamo già raccolto e venduto ai mercati il mais; qui la terra è molto generosa, basta darle acqua. E sono pronte per la raccolta anche bellissime angurie. Credo che entro la fine di gennaio le avremo vendute tutte.”. Nonostante le razzie di questi giorni in Kenya, Dennis non teme incursioni e scorribande nelle coltivazioni: “I ladri ci sono in ogni momento. Ma in quella zona, ripeto, non ci sono disordini; e chi lavora i terreni fa anche da guardiano”. Anche ostacoli alla realizzazione dei progetti dopo queste tormentate settimane non crede ce ne saranno. Del resto, “chi agisce onestamente non ha nulla da temere”. Intanto molti si stanno accorgendo che le intenzioni del gruppo di italiani potrebbero portare presto allo sviluppo economico della zona: “Apriremo in tempi brevi anche un allevamento di struzzi. Ad aiutarci ci sarà il Wilde Life Service, che gestisce i parchi faunistici del Kenya. Ci presterà 6 esemplari.” Esaurito il periodo di aspettativa, ferie rimaste e permessi, Dennis lascerà definitivamente la Polizia e Brescia, dove in questi mesi è tornato più volte per sbrigare questioni burocratiche. “I colleghi prima erano increduli; poi, quando ho cominciato a liberare la scrivania, ho visto facce sorprese”. Fra qualche giorno i poliziotto vivrà finalmente in Kenya, dove la fragile realtà politica minaccia la guerra civile. “Non torno indietro. In Italia – |
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| Ultimo aggiornamento ( Sabato 05 Luglio 2008 15:58 ) |

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